Cenni storico-artistici
La chiesa di San Romolo a Bivigliano, che conserva ancora la primitiva struttura romanica ad unica navata e abside semicircolare, è ricordata per la prima volta in un documento del 1068. La sua esistenza, però, risale a una data più antica, forse già durante il X secolo. Il nome le deriva dal vescovo Romolo che, secondo la tradizione, portò il Vangelo a Fiesole e là fu martirizzato il 6 luglio del 67 d.C.
Per molto tempo la chiesa di Bivigliano fu dipendente dalla Pieve di santa Felicita a Faltona, presso Borgo San Lorenzo.
Nel XIII sec., a poca distanza da Bivigliano, venne fondato il primo nucleo del Convento dei Servi di Maria di Montesenario; i legami tra la comunità di Bivigliano e i frati di Montesenario divennero ben presto molto stretti; nel 1427 i Biviglianesi donarono ai frati la parte del monte che guarda il Mugello, in cambio di annuali preghiere.
Nel XV secolo, la costruzione della Villa Ginori (poi Villa Pozzolini), con il suo bel parco, portò anche a Bivigliano il soffio del Rinascimento. Nel 1494, la bottega di Andrea Della Robbia realizzò la stupenda pala d’altare in terracotta invetriata dedicata alla Vergine e al patrono della chiesa, san Romolo. A questo periodo risale anche il San Giovanni Battista di legno policromo, di fattura donatelliana, attribuibile probabilmente al Michelozzo o alla sua scuola. Sempre in quest’epoca, fu concesso alla chiesa di Bivigliano di avere il proprio fonte battesimale cosicché, per i battesimi, gli abitanti del paese non dovettero più recarsi a piedi alla pieve di Faltona, distante 15 chilometri.
Nel Settecento, la famiglia Ginori commissionò i due altari laterali in pietra, ancor oggi visibili e, nel 1766, l’altar maggiore che sostituì il primitivo altare già modificato nel 1551. Il 17 luglio 1798, alla chiesa di Bivigliano, considerate le sue antiche origini e il popolo sufficientemente numeroso, fu concesso il titolo di Prioria, con il quale la si riconosceva come la più importante (prior) delle chiese sottoposte alla Pieve di Faltona.
Nel 1846 il Priore Orazio Raffini fece costruire l’attuale torre campanaria che sostituì il precedente campanile a vela; a tale data risale anche la costruzione della nuova casa canonica; la tradizione vuole che la vecchia fosse stata distrutta da un rovinoso incendio nel quale scomparve anche il ricchissimo archivio parrocchiale.
Pian piano, però, la chiesa cadde in un progressivo degrado, fino all’arrivo, nel 1905, del Priore Donato Castelli che vi resterà sino al 1962 per quasi 58 anni; a lui è intitolata la piazza sovrastante. Egli, tra gli altri lavori, riportò i muri interni della chiesa al loro stato primitivo, togliendo l’intonaco allora presente.
Nel corso degli anni Sessanta e Settanta, su iniziativa del Priore Dante Calonaci, la chiesa fu sottoposta a massicci lavori di restauro e riportata il più possibile alle originali forme romaniche. Nel 1966, in conformità alle indicazioni del Concilio Vaticano II, fu collocato il nuovo altare, opera del biviglianese Dino Nardi. Fu posta anche, nella finestrella circolare della facciata, l’immagine in vetro di san Romolo, opera di Fanfani di Monticelli e, in particolare, fu ricostruito il bel portico panoramico antistante alla facciata, già demolito nei tempi passati. Nel 1978 e nel 1984, furono collocate, nei due altari laterali settecenteschi, due tele che rappresentano Sant’Antonio da Padova e Maria, Regina del Rosario, entrambe del Maestro Pietro Annigoni, donate dal Sig. Amleto Maddali Bongi.
L’attuale sede presbiterale in legno, collocata nel 2007 a cura del Priore Luca Mazzinghi, è opera di Fabrizio Boninsegni di Tosi ed è stata realizzata con il contributo della popolazione e della Confraternita della Misericordia di Bivigliano.
Oggi, la chiesa, sostanzialmente fedele alle forme originali dell’XI secolo, è un piccolo tesoro d’arte, prezioso testimone di una storia di fede